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Presentazione di “Grembo” a Ischia

10 Ago

 

custode, olio su tela, pinanuzzo

Ho il piacere di comunicarvi che, nell’ambito dei progetti culturali ideati da Bruno Mancini, venerdì 23 agosto 2013 alle ore 21.00, presso la Biblioteca Comunale Antoniana, Via Sant’Antonio 2, Città d’Ischia, parteciperò ad una manifestazione artistico-culturale.

Tiziana Mignosa (autrice e responsabile delle collane Fairie ed Oltre il confine di Rupe Mutevole Edizioni ) presenterà la mia silloge poetica Grembo (Rupe Mutevole 2012). Insieme a me e a Tiziana Mignosa con il suo romanzo Perché, sarà presente Vanessa Falconi con Il bacio di marzo, silloge poetica.
Inoltre sarà possibile ammirare le opere di pittura del maestro d’arte Mario Salvo.

(Grembo, dall’Introduzione di Antonella Giacon)

Mentre scrivo mi rendo conto sempre più in profondità che Nicoletta sta disegnando la mappa dell’esperienza di spaesamento che molte di noi hanno vissuto e vivono. Laddove non si possono più ricalcare le orme della Madre, laddove si è saltato a piè pari oltre il fosso della ripetizione di un ruolo scolpito come destino, il mondo diviene un luogo pericoloso. Rimane solo ciò che non si è, almeno all’apparenza, perché ciò che si è non possiede ancora parola.

Ecco quindi come la scrittura diventa il nuovo grembo, e indica la possibilità di una rinascita. Definirsi, trovare un limite, riconoscersi. Ecco le parole utero che difendono e salvano, che creano un alveo nel quale è possibile tracciare una nuova identità. Questa ricerca ha i suoi pericoli, l’abbiamo detto più volte, non a caso due poesie sono dedicate a due grandi scrittrici che hanno avuto tragiche fini, Virginia Woolf e Sylvia Plath e che pure hanno tracciato una strada  rendendo possibile per altre un proprio percorso di salvezza attraverso la parola (A Sylvia Plath:”…c’è una lingua che si commuove e sa di sale,/ci sono forme di vita nella scrittura che sottraggono dolore”). E’ a partire da qui che non solo la Madre personale, ma tutte le Madri possono essere riscattate, ricostituendo una  gugliata per volta il ricamo dell’appartenenza in cui è il femminile che trova spazio anche nelle più labili tracce del proprio essere nel mondo (Donna etrusca:” davanti a me il pettine che ha raccolto i tuoi capelli,/la spilla che ha fermato la tua veste,/gli orecchini che hanno visto il tuo viso,/mentre piove su questi tetti di Perugia/sento lo stesso crogiolo nel ventre/che ci ha dato l’età e il nome,…”).

Ecco dunque che Nicoletta ci lascia facendo intravedere una possibilità, una porta aperta su un’esperienza ancora tutta da vivere, oltre che da raccontare, due azioni, il vivere e il raccontare, che per lei, in questo tragitto che ha deciso di condividere con noi, felicemente  coincidono:

Grembo

sono uscita dal seme
e mi sono riposta subito
accanto alla scorza
per non dimenticare l’inizio,
dal davanzale alla stanza il passo è stato chiaro
avevo lasciato le mie tracce nel caso di un ritorno,
ero uno stelo non più racchiuso ma appena fiorito,
il fiato non era più sospeso,
l’ora era tiepida. Forse sto vivendo.

Nicoletta Nuzzo

custode, olio su tela, 2000, pinanuzzo

 

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2 risposte a “Presentazione di “Grembo” a Ischia

  1. alepeluso

    13/08/2013 at 12:17

    L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

     

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