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“Grembo” al Festival Internazionale della Letteratura al femminile di Narni

13 Set

The inner ocean Christian Schloe

Al via il VI Festival Internazionale della Letteratura- Saggistica- Filosofia- Arte al femminile di Narni, 19, 20,21 e 22 settembre 2013, ideato da Esther Basile e promosso dall’Istituto Italiano Studi Filosofici, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio della Presidenza della Camera e della Regione Umbria.

Partecipo con il mio libro “Grembo” che sarà presentato da Maria Teresa Caporaso,  domenica 22 settembre alle ore 10.40 presso il Museo Eroli di Narni.

(Dall’Introduzione di Grembo di Antonella Giacon)

“La parola Madre  viene  raramente pronunciata, tanto  è potente che essa compare quasi solo come assenza; la nascita, la separazione dal Suo Corpo è un delitto che si espia per una vita intera attraverso il tentativo più volte fallito di ricercare un proprio confine che per forza di cose necessita per un tempo incalcolabile l’espulsione di tutto ciò che La riguarda (Radici:“ Ho risparmiato/sul sonno/poi sul mangiare/sul pulire/sul vivere con gli altri/sulle possibilità/per avere abbastanza forza/da non essere te…”) e ancora

(Ritratto:“ io volevo accadere da sola/troppo sola/adesso non so quando fiorire/e quando lasciar cadere…”). Il prezzo del distanziamento è altissimo e il primo effetto è la paura, una paura sorda, infida, pervasiva (Ossessione:“ vivo dentro una fine infinita/la paura è di casa/ambiziosa/con i suoi rituali barocchi,/astuta/mi ricatta con le benedizioni da un male imminente,/…”). E questo distanziamento non significa identità, ma si rivela sospensione dolorosa (Sono la soglia stremata: “…non posso dirmi unita non posso dirmi divisa/sono ai bordi di una cicatrice ancora accesa”).”

A te

parlo a te

adesso che l’urlo si è ripiegato

e la forma slargata nello sforzo

si solleva piana e asciutta nel dormiveglia,

da qui rivedo quel che è stato,

la rosa di maggio con la faccia  dischiusa ma ben stretta intorno a sé,

le stanze del tuo regno

ed io dentro di loro a rimbalzare di specchio in specchio

per rifuggire il tuo sguardo,

so per certo che  questo mio stesso nulla terreno hai ascoltato,

nei pomeriggi quando anche una voce estranea sotto la finestra diventa amica,

questo mio stesso tutto quando il vuoto diventa segno.

 Nicoletta Nuzzo (Grembo, Rupe Mutevole 2012)

l’immagine è un’opera di  Christian Schloe, “The inner ocean”

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Pubblicato da su 13/09/2013 in incontri, letture, poesia

 

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