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Donne di pace Donne per la pace

24 Nov

cartasfoglia 1 2012 cm 70x80 pinanuzzo

Quello che segue è  il mio contributo nell’ambito dell’attività svolta nel Gruppo Lettura Scrittura “ Parole di donne per le donne”, presso la Biblioteca San Matteo degli Armeni di Perugia, coordinato dalla scrittrice Silvana Sonno. Dalla lettura de Le tre ghinee, di Virginia Woolf,  molti sono stati gli spunti e i temi di riflessione tra le donne all’interno del gruppo. Testi di prosa e poesia elaborati dalle donne del gruppo compaiono nel libro “Donne di pace Donne per la pace”  che sarà presentato martedì 26 novembre alle ore 17.00 presso la Biblioteca di San Matteo degli Armeni (via Monteripido 2, Perugia, tel.075 5773560/59),in occasione delle iniziative relative alla  giornata mondiale contro la violenza sulle donne, indetta dall’ONU. Il libro raccoglie nella sua prima parte le slides del video omonimo realizzato da Silvana Sonno, socia fondatrice delle Rete delle donne Anti Violenza onlus di Perugia, e da Maria Caterina Capuano, esperta di linguaggi audiovisivi, per un progetto avviato da Sandra Fuccelli, che ha voluto, per la Biblioteca in cui lavora, aprire un discorso specifico sul rapporto Donne e Pace.

Riflessione sulla prima ghinea

Mi soffermo sulla prima ghinea, quella che Virginia Woolf spenderebbe per l’istruzione. L’istruzione mi sembra cruciale non solo perché consente un’indipendenza economica e di poter quindi  uscire dalla casa paterna, ma anche  un’indipendenza simbolica che permette di  sottrarsi all’influenza di una cultura patriarcale. Mi sembra importante sottolineare quest’aspetto dell’istruzione, quello dell’indipendenza simbolica, perché avverto molto la sensazione di coercizione delle donne da parte di un immaginario simbolico  dominante  in cui la misura è quella dell’universale maschile e la donna  è ancora identificata con il corpo “deperibile” rispetto ad un Logos eterno. Occorre come dice Virginia Woolf  (l’arte “di far lavorare insieme la mente ed il corpo”) e, come afferma la filosofa spagnola Maria Zambrano, filosofa dell’interezza, unire il sapere al sentire e considerare il corpo fonte di trascendenza e creatività perché ci collega ad un sentire originario. Da questa percezione ne deriva che non solo il corpo femminile non debba essere un oggetto ma che il corpo di tutti non può essere oggetto di violenza senza tradire violare la trascendenza di cui è portatore.

Indipendenza simbolica non solo rispetto ad una valorizzazione, rimozione delle donne nei vari campi del sapere ma anche per rafforzare la nostra identità in ambito esistenziale in cui noi donne siamo più esposte al nulla e più mancanti di essere degli altri proprio perché oggetto di una narrazione lontana dal nostro sentire. Ritrovare questo sentire all’interno di un simbolico al femminile e di una genealogia di donne autorevoli proprio come Virginia Woolf può aumentare la nostra forza nel comunicarlo nei rapporti interpersonali, narrarlo nella letteratura, ma anche affermarlo nei luoghi dove si decide, nella polis, nella dimensione politica del vivere.

                                                                                                               Nicoletta Nuzzo

Madre ti chiedo

Per quelle ore insonni di rabbia mentre io mi ramificavo dentro di te

Per quei bucati stesi al sole oscurato dalle promesse mancate

Per quei giorni d’uncinetto di smania irregolare

Per l’armonia tra ciò che è stato detto e non detto

Per quei tuoi silenzi chiusi e le mie parole ardite

Per avere accettato noi parole non definitive

Per aver da piccola danzato con te valzer intorno ad un tavolo cerchio tutto nostro

Per l’odore di fritto nell’aria di primavera

Per quello che è stato perduto e per quello che sarà trovato

Per questo filo da non spezzare di donna in donna dalla notte dei tempi

Per le vite di chi è andato  ed è diventato cometa

Per questo tempo fragile che non smette di gridare

Per tutto questo ardore di quiete madre ti chiedo di invocare per tutti altro tempo altra quiete.

Nicoletta Nuzzo

L’immagine è un’opera di Pina Nuzzo, cartasfoglia uno, tecnica mista su tela 2012 cm 70×80

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2 risposte a “Donne di pace Donne per la pace

  1. Giusi Ambrosio

    26/11/2013 at 17:55

    Sublime, come una grande distesa di acqua o di sabbia; mare o deserto identico spettacolo dell’immensità, del vedere, del sentire, dell’immaginare, del perdersi, del ritrovarsi. Madre e figlia senza parole, tutte le parole, silenzio e musica insieme. Grazie Nicoletta

     
  2. nicolettanuzzo2013

    26/11/2013 at 19:17

    …cara Giusy grazie!…le tue immagini mi rimbalzano dentro…sì perdersi e ritrovarsi…nel pulsare della passione materna…

     

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