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“La raccolta si condensa come una preghiera alla Madre”

17 Gen

Catrin Arno

Giusi Ambrosio su “Grembo”

Un lettura emozionante e mai conclusa.

Sono tante le suggestioni e i pensieri tra la forza delle immagini e la profondità delle parole che difficilmente la lettura può considerarsi definitiva; è una porta che si apre su uno scenario di nodi, di voli, di occhi, di mani, un grembo come universo.” il ventre speziato della luna”, “l’occhio specchiato del gatto”, “la macchina da cucire”, “il fiore nel bicchiere sul tavolo di cucina”,” eppoi brulicava quel sangue anche discreto”.

Eppure qualcosa di ancora non detto o meglio di non rivelato lascia in una inquietudine difficile da definire. E’ la dimensione dell’esistere che Nicoletta cerca e costruisce mediante una narrazione che s’interrompe per pudicizia, per eccesso d’amore, per timore di smarrimento.

A me pare che Nicoletta ci mostri il suo essere su una soglia, tesa all’abisso e sorretta dalla fedeltà alla Terra.

La verità del pensiero poetico si rivela nella materialità e concretezza dei riferimenti, ma  in uno stato di sospensione della veglia nel tempo lucido e magico che precede l’abbandono al sonno.

La raccolta si condensa come una preghiera alla Madre, alle madri, alla possibilità di essere al mondo tra inganni e tradimenti, tra fughe e rimpianti. Sono una donna, come essere donna?

“mio cielo, specchiera del mondo…” raggiunge il sublime.

(da Mio cielo: “Mio cielo/ specchiera del mondo/ quante cose mi hai nascosto/ mentre io ingenua mi agitavo nella febbre dei miei enigmi/ non avevo mai risposte da te/ solo le mie domande che tornavano indietro/ ancora più estranee ed impenetrabili/ per l’odore selvatico di aria aperta,/ ti chiedo adesso una pioggia  leggera/ che mi riporti dentro ad un grembo a dormire.”)

Un grazie di cuore cara Nicoletta per questa tua voce profonda e colorata, un abbraccio Giusi

 

l’immagine è un’opera di Catrin Arno

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3 commenti

Pubblicato da su 17/01/2014 in incontri, letture, poesia, riconoscimenti

 

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3 risposte a ““La raccolta si condensa come una preghiera alla Madre”

  1. Nicoletta Nuzzo

    18/01/2014 at 10:29

    Per Giusi, poeta e scrittrice…
    Cara Giusi, la cura e l’ascolto che hai per la mia scrittura mi emoziona e mi commuove… attraverso le tue parole anche il mio linguaggio si nutre ed evolve ed è in questa condivisione così profonda anche la possibilità per me di uscire dalla solitudine. Rileggerò ed imparerò da te nell’incanto delle tue parole così feconde di significati ed immagini. Grazie infinite Giusi, così vicina a me. Baci Nicoletta

     
  2. elina

    03/05/2014 at 14:40

    “essere su una soglia” vuol dire respirare l’aria attorno e riconoscere anche solo un suono il filo del viaggio

    elina

     
  3. nicolettanuzzo2013

    04/05/2014 at 10:47

    …sì Elina, “essere su una soglia” trasparente ad ogni respiro…

     

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