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Poesia e identità

29 Apr

Catrin Welz Stein 5

In questo periodo mi prendo cura di un corso di poesia presso la Biblioteca San Matteo degli Armeni di Perugia. Il titolo del Corso è “Poesia come percorso d’identità”, poesia dunque intesa non come un’esercitazione estetica ma come un’alleata capace di identificare e mettere in dialogo le varie parti di noi.

Il nostro divenire tra fughe in avanti e indietro richiede una parola poetica che tra metafore ed ossimori, esortazioni ed invocazioni oscilli insieme a noi. La necessità  è quella di un’identità possibile tra il prima e il dopo di un ‘900 in cui la soggettività, soprattutto femminile, è diventata una responsabilità cui non ci si può sottrarre.

Al di là di una costruzione ingegneristica in sillabe della poesia, l’urgenza diventa allora quella di identificare i propri simboli di riferimento: è da questo pensare per immagini che si arriverà alle parole.

C’è uno spazio durante gli incontri dedicato alla scrittura ma è solo un primo impatto, che si può svolgere in poesia ma anche in prosa, l’obiettivo è quello di dissodare il proprio humus. Per far questo non può bastare l’ora e mezzo di ogni incontro ma si possono seminare suggestioni, tracce, pensieri-limite che inneschino un processo che continua dopo ogni lezione e che coinvolge me e il gruppo in un viaggio poetico ed esistenziale.

Illumina il nostro percorso la filosofia di Marìa Zambrano che trova nella ragione poetica una ragione materna capace di attenzione, tolleranza, recettività  per condurci a quel sapere dell’anima che è “quel di più” di cui noi umani abbiamo bisogno per entrare nella realtà, a differenza degli altri esseri viventi che vivono già sprofondati in essa.

Zambrano indica due movimenti nel divenire umano: il disfare ed il togliere facendo il vuoto e il dare forma e nutrire con la cura di sé.

Il fare vuoto è un’idea limite, non è la dissoluzione dell’io ma l’essere capaci di  silenzio interiore, tacitando ciò che è inessenziale e fa rumore, così da  permettere all’altro di venire alla presenza in sua fedeltà e secondo le proprie parole e il proprio ritmo. E’ così che emergono le immagini poetiche. Nasciamo incompleti, e il rinascere ci espone ad un disfare che se da una parte inaugura il nuovo dall’altra è perdita di gocce d’essere. Per questo, scrive Zambrano, si patiscono ”scintille di vulnerabilità estrema”, e per questo abbiamo bisogno di convivere e condividere con gli altri.

 Nicoletta Nuzzo

immagine di Catrin Welz Stein

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Una risposta a “Poesia e identità

  1. Liria Amelia Vecchi

    30/04/2014 at 07:26

    SI, CONDIVIDO LE TUE PAROLE. GRAZIE GRAZIE GRAZIE

     

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