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Dolcissima sapienza

30 Lug

mother and daughter, olga suvorova

“Il grembo è prima di tutto quello materno, in cui si ha la primissima definizione corporea. Ma il principio della corporeità è solo l’inizio della nascita, perché poi nell’arco della propria vita è necessario partorirsi più volte. E perché si avveri la nascita, ci si deve staccare, il distacco che deve avvenire, com’è naturale che sia, dalla Madre di tutte le cose (Mater Matuta) in primis “Non mi sarei staccata da te /se non avessi sentito il primo morso dell’aria sulla pelle”  e poi dalla propria madre naturale, “Lasciami madre/nel desiderio perfetto dell’incompiuto”  per cercare nella differenziazione quella definizione dell’essere che può attuarsi solo nell’affermazione di ciò che non si è. E dopo il “non sono”,  la figlia non più “solo figlia”, esercita l’accadere “Accado insieme al tempo/che mi percuote/ mi morde/diventa mio” e poi la storia che è già divenire nel fiorire dell’ “io sono”: “Fiorirà il sì del mio corpo per abbracciare quello che non fugge e si offre/ e quello che è segreto e timido.”

Così scrive Valentina Meloni sul suo blog nella recensione sul mio libro di poesie Grembo (Rupe Mutevole, Collana Poesia, 2012)

Valentina nel tuo esserci poetico, intenso e pieno di cura ho sempre intuito la possibilità di un incontro con te, con me. In questo tuo scritto  m’incanti  perché ti inoltri con me in questo luogo-non luogo che è Grembo, di premonizione in premonizione e sussulto e promessa su questo terreno aspro e infido per la sua fugacità “ (come scrive Antonella Giacon) dove l’ “io sono” è errante: forte di accadere ma anche fragile nel suo divenire. A volte le tracce che si delineano dal mio sentire sono troppo lievi e rendono incerto il cammino o i solchi antichi sono troppo profondi per non cadere. Eppure il presentimento, la voce nel dire “vai” era balenata da lei, mia madre, stremata dal distacco ma fiera di un’altra nascita per me.

Per attuare, come scrivi tu Valentina, “la maternità “perfetta” che implica una nascita consapevole e responsabile” ci vogliono molte donne-grembo  vicino  a  noi, donne che conoscono l’inquietudine, lo smarrimento del contrarsi ma anche la liberazione del cedere il passo del nascere.  Donne come te che conoscono la fatica e l’ardore di divenire se stesse e la passione per le parole per chiamarsi, per assegnarsi un nome e infine incontrarsi” come tu scrivi.

Tu Valentina riconosci i miei argini-parola, non fai nessuna pressione per spostarli ma ne fai esperienza di sentire di anima e pensiero per condividere la mia solitudine.

Grazie per questa tua dolcissima sapienza.

Nicoletta Nuzzo

l’immagine – madre e figlia – è un’opera di Olga Suvorova

 

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2 risposte a “Dolcissima sapienza

  1. nanitavel

    30/07/2014 at 12:11

    Cara Nicoletta la lettura di “Grembo” è, e sarà, per me fonte di grande ispirazione nel sentire comune di una crescita senza tempo, attraverso le molteplici maternità di donne-grembo, che, come te, ho avuto la fortuna di incontrare e da cui ho molto appreso. Grazie di cuore

     
  2. nanitavel

    30/07/2014 at 12:11

    L’ha ribloggato su valentinamelonie ha commentato:
    Cara Nicoletta la lettura di “Grembo” è, e sarà, per me fonte di grande ispirazione nel sentire comune di una crescita senza tempo, attraverso le molteplici maternità di donne-grembo, che, come te, ho avuto la fortuna di incontrare e da cui ho molto appreso. Grazie di cuore

     

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