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Amata voce

18 Nov

Copertina Amata voce

Continua il mio percorso poetico con il nuovo libro di poesie Amata voce (Rupe Mutevole 2014, Collana Poesia). Ho diviso le poesie di Amata voce in tre sezioni: nella prima “Che sarà di noi/che siamo scappati dal guscio” sono riunite le poesie che descrivono la solitudine e l’angoscia nell’essere gettati fuori sulla Terra/mondo;la seconda “Orologio vivente (haiku)”sta nel mezzo come punto di equilibrio con il rassicurante tempo ciclico delle stagioni e infine la terza “Amata voce/riprendi la cura” riunisce le poesie che invocano la poesia come parola che cura ma anche la voce di chi ci ama (madre, l’amato, sorelle…), degli altri, della pianta grassa, del gatto…

 dall’introduzione di Antonella Giacon: Chiamatemi, per favore, coi miei veri nomi

Tutte le volte che mi viene chiesto di scrivere su un libro di poesie vengo presa da una sorta di panico. E’ difficile entrare in una materia così delicata e al tempo stesso così vicina alla corporeità per la permanenza del soffio vitale di chi l’ha creata, i rischi di interpretare troppo o di non cogliere l’essenza sono in agguato a ogni passo, perciò mi capita di chiedere aiuto ad altri libri, ad altri poeti, affinché  possano farmi da guida in questo non facile percorso.

E la prima lettura di “Amata voce” mi ha riportato alle  parole del maestro Zen,  Thich Nhat Hanh:

Chiamatemi, per favore, coi miei veri nomi,
Che io possa udire subito tutti i miei pianti e le mie risa,
Che io possa vedere come unica cosa la mia gioia e il mio dolore.
Che questi versi possano accompagnarci nel tragitto e renderlo lieve.

Con quest’ultimo libro di Nicoletta di nuovo ho sentito il solito timore, e ancor di più perché mi era già capitato di recensire i suoi libri precedenti. Questo fatto non diminuisce il rischio, ma lo aumenta perché la familiarità richiede di andare sempre più a fondo, di inoltrarsi, come fa l’autrice, nella sua materia poetica fatta, come dice lei, di due unità coabitanti nella loro, almeno all’apparenza, irriducibile alterità (in Che tu sia per me il coltello: Non c’è modo di separarci, /io e lei viviamo due vite nello stesso corpo,/io prendo la testa, /è quasi cielo,/ è chioma d’albero,/seme e frutto,/(…)lei si prende il resto del corpo,/mani, pancia, gambe e piedi,/terra e corpuscoli di materia sotto le unghie,/radice che penetra nell’oscurità,/scorza del tronco incallita,/visceri rossi traboccanti,/(…)). Il sopra e il sotto, il dentro e il fuori, il leggero e il pesante, l’oscuro e il luminoso, il silenzio e il suono…

Presentazione di Amata voce con Antonella Giacon sabato 6 dicembre 2014 alle ore 17.30 presso la libreria Feltrinelli in Corso Vannucci a Perugia.

Il libro si può acquistare presso: Rupe Mutevolela Feltrinelli, Mondadori, Amazon,  Libreria Universitaria, ordinandolo in  libreria.

 

Immagine di copertina di Pina Nuzzo: “Dedicato a mia madre” 2013 Tecnica mista su tela

 

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Pubblicato da su 18/11/2014 in poesia, scrittura

 

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