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Presentazione di Amata voce

07 Dic

Nicoletta Nuzzo e Antonella Giacon

Presentazione di Amata voce di Nicoletta Nuzzo con Antonella Giacon sabato 6 dicembre 2014 alle ore 17.30 presso la libreria Feltrinelli in Corso Vannucci a Perugia.

Nicoletta Nuzzo: Un passo indietro…prima di arrivare alla presentazione di un  mio libro per me ci sono alcuni momenti delicati e importanti: l’uscita dai nidi di silenzio, luoghi da cui, come diceva la filosofa Maria Zambrano, provengono le poesie, per l’incontro con gli altri/e, con il mondo,  è una fase di esposizione non da  poco, l’impatto emotivo è molto forte e allora ci vogliono momenti di sostegno perché questa nudità non diventi vulnerabilità.

Il primo di questi momenti  è l’incontro con una madrina che è la prima voce del mondo che io sento, nel suo sguardo e nella sua voce io mi accorgo della mia nascita e per questo momento di forte ritualità ed accoglienza io ho scelto la  sapiente Antonella Giacon, e questo succede per la quinta volta…

Poi c’è il mio vedermi e prendere consapevolezza di tutto quello da cui ho attinto dall’inconscio, dalle mie emozioni e pensieri …

Infine c’è la presentazione del libro con l’incontro con le persone/mondo in cui germoglia la possibilità della condivisione che  mi porta oltre la solitudine.

Nel precedente libro di poesie Grembo avevo detto delle mie difficoltà e nostalgie di fusione nel rapporto  con mia madre, ma anche della necessità per la mia individuazione di una separazione da lei, in Amata voce si procede nel mio processo di individuazione, sono gettata fuori nel mondo, l’esposizione è fortissima e porta ad una caduta.

Come scrive Antonella Giacon  nella sua prefazione ad Amata voce, c’è un passaggio cruciale da Grembo a questo libro, perché se terminavo Grembo dicendo “Forse sto vivendo” qui c’è la percezione molto forte del mio vivere.

E nel rispecchiamento con Antonella Giacon aumenta la consapevolezza di questo passaggio emotivo ed esistenziale, dalla confusione con la vita degli altri- mia madre in Grembo- alla percezione che sto vivendo, percezione difficile da sostenere perché vivere comprende vuoto e pienezza ma è anche vero che l’angoscia del vuoto porta ad una ricerca interiore e alla  convivenza con gli altri.

A sostenere questa percezione di vita è Amata voce, cioè la voce della poesia che cura.

Nel mio percorso poetico la poesia per me ha avuto accenti diversi: in Portami negli occhi ha rappresentato il luogo di costruzione di un simbolico femminile, poi in Grembo le parole sono diventate, come l’io pelle, confine  rispetto all’indistinto materno, qui in questo libro l’Amata voce è la voce della poesia che cura rispetto allo smarrimento del vivere.

Poesia dunque come luogo di incessante povertà , luogo in cui fare il vuoto cioè il silenzio interiore in cui  si tacita l’inessenziale per porsi le domande essenziali ed incontrare l’altro da sé. Se nel libro racconto della mia  nascita al mondo è pur vero che si pone subito un problema perché come dice Daniel Pennac “A nascere sono buoni tutti il problema è divenire “

Quando ci si trova a pensare il proprio essere si scopre che “è un essere inconsistente”, nel senso che la condizione ontologica è quella per la quale ad ogni istante ci si trova esposti al nulla.

Ma nello stesso tempo in cui ci si scopre mancanti d’essere, ci si trova anche chiamate/i alla responsabilità di dare forma al proprio tempo ed essere possibile così da vivere una vita buona che è quella in cui ciascuna/o possa realizzare la propria  umanità. Così Maria Zambrano.

La poesia mi cura forse non mi guarisce ma mi aiuta con le parole a salvare la realtà cui tengo di più.

Per capire la cosa più semplice devo immergerla nei versi per rivederla di là  “ (così la poeta  Marina Cvetaeva).

                                                                                           

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2 commenti

Pubblicato da su 07/12/2014 in incontri, poesia, raccontarsi

 

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2 risposte a “Presentazione di Amata voce

  1. elina

    09/12/2014 at 10:46

    la tua pagina, la voce che porti nutre il foglio bianco e immobile del giorno
    l’aria attorno si fa vento e soffia prati di parole e guarigioni dell’anima

     
  2. nicolettanuzzo2013

    10/12/2014 at 08:22

    Elina le tue parole solcano la mia solitudine, arrivano fin dentro gli angoli, le pieghe del mio non essere e gli donano fiato e palpiti di forza. Grazie infinite.

     

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