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Semi di parole

04 Lug

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Quando il corpo della realtà si sgrana e allenta il suo abbraccio, che tante volte nell’infanzia era stato tutt’uno con il corpo della madre, affiora il vuoto e insieme ad esso per fortuna una nuova ricerca di contatto, di fusione. Si acuisce così un sesto senso che lavora per immagini e che per attimi ci porta alla visione, ad altri “momenti d’essere” in cui ogni cosa è inizio e continuazione di un’altra e questo accade anche con la scrittura che dà unità e durata a ciò che era stato interrotto.

Sono tanti i momenti d’essere che Elina Miticocchio narra con i suoi versi nella sua nuova raccolta Semi di parole (Associazione Culturale Exosphere PoesiArtEventi, nella Collana Exosphere Plaquettes, 2015), accanto a lei la voce narrante è quella di una bambina-figlia-madre che le porta protezione con “una innocente memoria” mentre lei stende davanti al vuoto ”un quaderno gualcito, un canto al cospetto del buio”.

La sua parola non si sovrappone alla visione, la continua e l’alimenta nel ricordo perché è forte la meraviglia per la neve, la pioggia, il sole, la gemma di maggio, il vento, le rondini, le nuvole…per tutto ciò  che è il “paesaggio” cui apparteniamo. E’ “tutto vero” e tutto non svanisce per sempre ma ritorna, di questa promessa e consapevolezza  rinnovata si nutrono i versi della poeta, mentre nell’attesa s’innalza la preghiera” Sia luce salata questa parola/semola per cucinare un piatto/per giorni di poco o niente da servire al tavolo

 

                                                                                                      Nicoletta Nuzzo

 

Blog Elina Miticocchio

 

 

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4 commenti

Pubblicato da su 04/07/2015 in incontri, letture, poesia, recensione

 

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4 risposte a “Semi di parole

  1. elina

    04/07/2015 at 21:14

    L’ha ribloggato su IMMA(R)GINEe ha commentato:
    grazie per questa voce

     
  2. elina

    05/07/2015 at 08:26

    cara Nicoletta volevo dirti che “Amata voce”, il tuo ultimo libro di poesia, ha aperto la porta a questa mia raccolta più familiare, più colloquiale, forse più intima
    raccolgo dunque la tua voce in questi miei semi
    ti abbraccio

    elina

     
  3. nicolettanuzzo2013

    05/07/2015 at 09:00

    Comunicare in poesia è un modo autentico di entrare in contatto con la parte più profonda degli altri/e, per questo è necessario il dono reciproco della fiducia e del calore, non sempre accade ma con te mia cara Elina, è successo ed io mi sento accanto a te più forte senza smettere lo stupore indifeso con cui vivo…Un abbraccio

     
    • elina

      13/07/2015 at 10:01

      comunicare sì … e dialogare oltre tanta aridità che vive persino tra i poeti
      un abbraccio

       

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