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Le zie

01 Dic

 

Sulla carta del tempo

Brani tratti dal racconto Le zie di Nicoletta Nuzzo, secondo classificato al Concorso Terra d’ulivi e pubblicato  nell’Antologia  Sulla carta del tempo, Edizioni Terra d’ulivi 2015

 

Quando penso a zia Michelina in quella casa la rivedo come in una scena di un film di Bette Davis: piccola di statura, con i capelli nerissimi che a boccoli le incorniciavano un viso dalla carnagione chiara e illuminata dagli occhi neri di famiglia. Lei si muoveva in quella casa con un’aria spensierata e inattaccabile cantando le canzoni romantiche del suo tempo, io la vedevo così prima che lei si accorgesse di me, quando aprivo da sola la porta d’ingresso perché lei era diventata sorda e non sentiva  più il campanello.

Zia Pietrina, ogni sera prima di rincasare, suonava al nostro portone di casa aspettando che qualcuno si affacciasse da sopra alle scale per dirgli il famigerato “vi siete ritirati ?” cui seguiva come risposta qualcosa di urlato da lontano, non importava il significato delle parole, perché quello era il segnale convenuto -senza scendere tutte le volte fino al portone d’ingresso-  per dirle che “eravamo tutti in casa”, quindi in salvo e che, per quel giorno, il pericolo di vita era scongiurato. La paura del pericolo-malattia-morte era aumentata sempre di più col passare degli anni fino a sfinire le zie a tal  punto che, negli ultimi due anni della loro vita, non chiesero più notizie di mio padre. Allora non capivo, adesso mi è chiaro che la paura della risposta era tale che, da un certo momento in poi, hanno  deciso di non sapere o almeno non ce la facevano più a portare il peso di questa preoccupazione. Quando papà è morto a loro non è stato detto ma lo hanno immaginato.

(Zia Annetta). Zia Michelina  la portò al mare sperando che migliorasse, ma  una delle mie sorelle, che le aveva seguite per tener loro compagnia, ricorda ancora il rumore in tutta la stanza del respiro di zia Annetta. Al mare peggiorò  forse perché lo iodio aveva complicato invece di migliorare la situazione: sarà stato per questo che quando zia Michelina durante quel soggiorno estivo con tutte le sue forze cercava di portarla vicino al mare, con altrettanta disperazione zia Annetta recalcitrava. Se la scena non fosse stata grottesca ci sarebbe stato da ridere a vederle spintonarsi tutte e due piccole, grasse e pesanti e vestite di scuro  in riva al mare. Al ritorno a casa zia Annetta fu collegata inutilmente ad una bombola di ossigeno. Morì pochi giorni dopo, lasciando davvero sola zia Michelina.

 

 

 

 

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Pubblicato da su 01/12/2015 in premi, racconto

 

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