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Quando la parte è il tutto

29 Feb

diaframma pina nuzzo 2006

L’utero in affitto è un modo di dire assai brutale per liquidare il corpo delle donne. La psiche è il corpo e se non ho lo spazio psichico per accogliere un altro essere posso interrompere questo processo, ma se lo porto a termine non posso sottrarmi a questa relazione.

Se la subisco per motivi economici c’è sfruttamento, se l’accetto per relativismo culturale c’è una mancanza di fedeltà verso me stessa, verso la responsabilità di vedere il noi che si è formato. Quel noi rimarrà per sempre, è un conosciuto di memoria fatta d’istinto ed emozioni che riaffioreranno prima o poi nel pensato di madre e figlio/a. Come donna manco la mia fecondità di mente-corpo, manco il mio essere nella sua trascendenza e sovranità. Di nuovo corpo-merce, corpo-oggetto, di nuovo una maternità senza soggettività.

Con un po’ di realismo non si possono non regolarizzare i figli provenienti dalla maternità surrogata, ma con grande passione ideale non si può cancellare quella differenza di genere che ci dona dignità e cittadinanza e ci toglie dall’irrilevanza. E soprattutto non si può donare qualcosa che non è nostro come un figlio/a.

Nicoletta Nuzzo

immagine, diaframma di Pina Nuzzo 2006

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Pubblicato da su 29/02/2016 in politica

 

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