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“Le stanze del vento”

22 Gen

 

copertina-di-le-stanze-del-vento

Nicoletta Nuzzo per “Le stanze del vento”(SECOP edizioni, 2016) di Elina Miticocchio

Come per un incantesimo della Fata Buona le dita di Elina Miticocchio gemmano rami-parole che portano promesse di fioritura, di stupore dinanzi alla forma che si sprigiona e appare.  Ci sono tre generazioni di donne, la sua, quella della madre e della nonna ad intrecciare l’ordito “dell’essere in volo” dentro ad un vento che sguscia e poi ritorna alle stanze della memoria, un vento che innalza al cielo come in un quadro di Marc Chagall: “se alzo un dito mi raggiungono fenicotteri rosa/mongolfiere e astronavi da farmi girare la testa”.

Il vento-anima toglie peso alla materia che ci atterra nel soffrire: “Vorrei chiudere il cerchio/aprirmi la fronte/farmi adesso acqua e marina.” E non c’è addio nel per sempre dell’infanzia, il padre è per sempre ed Elina sa dove trovarlo: ”Stavi ore e ore nella stanza colma di libri”…”e in fondo un gran rumore muoveva l’aria/i pensieri si facevano sottili come pesci”. E basta la luce di una lanterna per vedere il disegno delle tracce scomposte, c’è cura e fiducia e preghiera in “un poco” che è particella che illumina ogni cosa: “ora cammino e invento/piccole lanterne e preghiere/per rischiarare il buio della casa”.

Salvifica è la consapevolezza di essere nata alla vita senza riserve: “Sono un disegno che non sbiadisce”… “Rinasco al battito materno/Che in me disegnò/Stelle della via lattea”…”Mi fiorisco ancora”…”Il dono di me appare.”

 

immagine, copertina del libro “Come un albero” di Anna Redaelli

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2 commenti

Pubblicato da su 22/01/2017 in poesia

 

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2 risposte a ““Le stanze del vento”

  1. nicolettanuzzo2013

    24/01/2017 at 11:34

    Grazie a te Elina, cara poeta…rileggerò ancora, circondata dal calore dei tuoi raggi d’essere…

     
  2. Elina Miticocchio

    23/01/2017 at 12:14

    Grazie Nicoletta, preziosa amica, di aver colto e raccolto il “senso” del vento che anima i miei fogli.
    Grazie soprattutto per il ricodo di mio padre che tanto ha atteso di leggere questo libro, per esserne, infine per pochi attimi illuminato.
    Ti abbraccio
    Elina

     

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