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Accordatura della stasi

Con mirabile confidenza  la parola riesce a diminuirsi per entrare nelle fessure, ma anche con  vitalità aumenta nella consistenza della sua fisicità nella silloge Accordatura della stasi di Costanza Lindi.

“seduta muta/strofino il palmo della mano/soffio tra le convessità”…sono movimenti minuti quelli del corpo della poeta, quasi d’immobilità ristoratrice, anche il sangue è ” Così indelebile da essere noioso./Irrilevante.” Ma le parole fanno confusione rumorosa intorno a lei.

La stasi è tutta da accordare, da centrare su di sé, sulle cose da fare, sul moto dell’anima, sul dolore rivelatore, sul taglio che è anche punto di osservazione.

Nicoletta Nuzzo

 

Confonde
il rumore della parola.
Nel cellophane le
parole giuste di una volta

un attimo fa,
là fuori.

Tutto fila liscio là fuori,
come la pellicola.

Qui
una casa immobile
e muta.

Costanza Lindi

da Accordatura della stasi editrice Krammer, 2017

immagine di Kristin Vestgard

 

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Pubblicato da su 12/12/2017 in incontri, letture, poesia

 

due donne, tra l’altro sorelle

 

I rapporti tra sorelle sono spesso complicati dagli intrecci familiari e dalla difficoltà a vedersi con occhi adulti. Nelle relazioni occorre sempre un medium per trovare la giusta distanza/vicinanza; noi l’abbiamo trovato nell’arte. Una scrive poesie e una dipinge.

Con il video due percorsi artistici, due donne, tra l’altro sorelle abbiamo  voluto restituire parte del nostro scambio.

Nicoletta e Pina

 

immagine conversazione 2000, creta cruda marmo, cm 30×20  https://pinanuzzo.wordpress.com/

 
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Pubblicato da su 05/12/2017 in incontri, raccontarsi

 

Gli occhi dei fiori

 

In questa nuova raccolta di poesie Gli occhi dei fiori (Midgard Editrice 2016) di Federica Ziarelli i fiori effondono e si prolungano fino a noi in parole e sentimenti. E allora anche in forma di haiku ecco sfilare il glicine “di ogni nostalgico bel tempo” come a fasciare con i suoi nastrini color Violetta di Parma le lettere mai spedite; i gigli “una coperta di stelle profumate” per la pietas di un corpo spoglio nell’estrema ora; la rosa  ”Principessa…ma sotto nascondi verde spina che fa lacrime!” nell’altalenare dell’amore. Fiori come semi e petali come miracolo del fiorire e del donarsi e simbolo di una bellezza insostenibile perché mortale come gli esseri umani. “Che sia fame per la mia bocca respinta!” è la sfida di una fervida cercatrice di luce e pace. Il dio si commuove degli umani e della loro ”sottigliezza trasparente/delle ossa” ne fa “disco di petali raggianti”. I fiori ricevono in punta di piedi l’inchino del cielo e intorno a loro il brulicare delle fate, delle ninfe, della pioggia, della vita molteplice e soprannaturale.

Così la poeta Federica Ziarelli musica e ridesta in poesia la Natura anche nelle sue parti più fragili come i fiori, ma anche l’umano in tutta la sua nostalgia struggente dell’Origine. La solitudine sfuma in un’appartenenza carnale, spirituale ed emotiva con l’Essenza. Così lei ci accoglie in un abbraccio iridescente.

Nicoletta Nuzzo

 

In copertina l’illustrazione è di Alba Pasquini

 

 
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Pubblicato da su 04/07/2017 in incontri, poesia, recensione

 

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Aspettando l’aurora

E’ una scrittura, quella di Federica Ziarelli, che interiorizza gli opposti e poi li estroflette con vitalità dirompente e la magia di una pianta esotica che fiorisce in una sola notte.
Il suo sentire declina in tante sfumature, tonalità e accenti di emozioni.
Le sue parole in prosa e poesia sono infiorescenze sensuali, guizzi saettanti che ci portano nell’incanto dell’amore che “è questo sguardo comprensivo e misericordioso che sa tutto di noi eppure continua ad amarci”. Nicoletta Nuzzo

Nascita

Nascita
come tunnel nell’universo
cosparso di stelle e caos
e di battiti di cuore accelerati che non si possono arrestare.
E sei immensa oh madre,
sei piccola come un fungo tra l’erba alta;
la gioia ti fa brillare, la paura ti risucchia.
Sei una gondola felice
una scatola aperta a forza,
una pesca spaccata ed il suo nocciolo nero.

Federica Ziarelli da Aspettando l’aurora

Immagine: L’Aurora di William-Adolphe Bouguereau,1881

 
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Pubblicato da su 08/05/2017 in incontri, letture, poesia

 

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Scacco

Scacco 

C’è una miseria che è dell’umano
che cova nel recinto del suo corpo,
c’è una miseria più grande
che è quella delle donne in schiavitù nel recinto delle mura.

Ad ogni generazione ogni figlia
ne chiede conto alla propria madre
in un corpo a corpo infiammato da rabbia ma anche da disprezzo,
le madri rimuovono “questo perché”
restituendolo alla propria madre
che a sua volta lo riporta sempre più su fino all’inizio,
fino al matricidio che il padre ha commesso
perché non poteva sostenere un altro sguardo,
delle visceri che sapevano popolare la Terra…
e un delitto in famiglia è colpa di tutti
ed è da nascondere
e così quel sangue materno è rimasto indifeso e intriso di vergogna.

Ma la miseria è un’onda
che si risolleva nella cadenza dell’essere,
ricompare nell’affanno del prendere la parola,
nel guardare di sbieco e con sospetto un’altra donna
che più bella più brava ci potrebbe sostituire nella servitù,
miseria è sprofondare nell’esclusione,
in un vuoto senza radici,
miseria è sopportare con la rinuncia la propria illibertà.

Nicoletta Nuzzo

 

opera di Elaine Despins. “SQ1″, 76 x 76 cm / 30 x 30”