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Ugo sei tu il Nudo rosa

 

 

di Nicoletta Nuzzo

Eri lì sul tappeto. Al centro del tappeto con la pancia che si allargava dappertutto intorno a te, al tuo viso piccolo e alle tue zampe alla deriva in quell’alluvione di morbidezza.
Eri bellissimo. E non è davvero una questione di chili.
In questi momenti sei rilassato, non sei contratto e ti concedi tutto lo spazio che puoi occupare con il tuo corpo.
Ecco come sei quando non hai paura.
Noi siamo di là in cucina e parliamo delle nostre cose, e siamo innocui.

Ti guardo dalla porta socchiusa, lo so che troppa vicinanza ti mette a disagio.
Sogno o son desta? Ugo tu stesso sei una visione.
Scompari e riappari. Ti espandi e ti rinchiudi, ti dilegui, diventi evanescente, avvolgente, rarefatto …
Il tuo corpo appare.
Sei tu il principe delle apparizioni .
Non hai bisogno di abiti eppure ti trasformi continuamente: sei cachemire e seta.
La tua fisicità è qualcosa che non si riesce a mettere a fuoco.
Il tuo corpo sembra materia sognante come il corpo dell’innamorato che può diventare tutto: rifugio, morbidezza, prigione, solitudine, segreto, pazienza, silenzio.

Il tuo corpo non ha bisogno di coprirsi,
perché è un corpo senza colpa.
Non offende, non ingiuria, non è blasfemo, non è animalesco e soprattutto non conosce la volgarità.
Il tuo corpo non è carne che deve espiare.
E’ un corpo innocente, che non ha bisogno del perdono.

 

(da Cronache di un gatto perfezionista, Manni 2006)

L’immagine “Nudo rosa” 1998 è di Pina Nuzzo

 

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